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	<title>Alberto Custerlina &#187; noir</title>
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		<title>Tensione Balcanica, di Giuseppe Vergara</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Aug 2010 10:39:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Al Custerlina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ci sono due tipi di libri. Quelli che languiscono stancamente sul comodino della stanza da letto e quelli che invece girano per la casa, migrano senza sosta, divano, scrivania, cucina, gabinetto, pronti ad essere letti ogniqualvolta se ne abbia il tempo e la possibilità. “Mano Nera” fa parte sicuramente di questa seconda categoria e lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono due tipi di libri. Quelli che languiscono stancamente sul comodino della stanza da letto e quelli che invece girano per la casa, migrano senza sosta, divano, scrivania, cucina, gabinetto, pronti ad essere letti ogniqualvolta se ne abbia il tempo e la possibilità. “Mano Nera” fa parte sicuramente di questa seconda categoria e lo dice uno che il noir, i gialli, i thriller non lo coinvolgono più di tanto. Sono state infatti poche le mie incursioni letterarie in questo genere, goduto, forse, più nel cinema che nella narrativa. <span id="more-528"></span></p>
<p> </p>
<p>“Mano Nera” è sicuramente un romanzo di genere, ma il genere di cui fa parte è talmente vasto e con tante sfumature che riesce difficile catalogare un’opera a priori. “Action-thriller”, “Turbo-noir”, le definizioni possono essere le più diversificate e contaminate, simili a quelle che si tenta di stabilire quando esce un nuovo brano musicale che sarebbe troppo riduttivo definire semplicemente “rock”. Qualsiasi sia l’etichetta da porre sulla copertina di “Mano Nera” (ma è proprio necessario?) quello che conta e che questo romanzo ha ritmo da vendere e non ti molla un attimo, ti sta alle calcagna come se tu fossi la sua preda e l’unica soluzione per “liberartene” è finirlo il più presto possibile per sapere come è andata a finire. E non è cosa da poco. Poi per capire che non ci si trova di fronte ad un romanzo comune basta l’incipit dove un padre morente raccomanda al figlio di tenere un condotta moralmente accettabile non gioendo mai per la morte di un nemico, quasi fosse un giocatore di calcio che non esulta quando segna un gol alla sua ex-squadra.</p>
<p> </p>
<p>
	I punti di forza di “Mano Nera”, oltre al ritmo frenetico con cui la vicenda si dipana, sono l’ambientazione e il modo in cui l’autore dipinge i propri personaggi che si presentano al lettore non tanto per quello che pensano ma per quelle che fanno. <br />
	Il romanzo si svolge in una Sarajevo che non è riuscita ancora a cancellare le ferite della guerra e che vive in una tensione perenne. Le diverse etnie e religioni, che potrebbero essere state una risorsa in più per la comunità, si sono invece trasformate in uno strumento di morte e non a caso la vicenda parte dal furto del tesoro più prezioso della Bosnia-Erzegovina, la Haggadah, un manoscritto sefardita considerato proprio un simbolo di multiculturalità. Oltre che al prezioso manoscritto vengono rapite la figlia unica di un ministro bosgnacco e sua cugina, dietro tutto questo si intravede un piano criminale di destabilizzazione del paese, ordito da una rediviva organizzazione nazionalistica serba il cui nome dà il titolo al romanzo. <br />
	Alberto Custerlina, triestino, classe ’65 è al suo secondo romanzo dopo l’esordio di due anni fa con “Balkan Bang” edito da PerdisaPop e portato sotto la luce dei riflettori grazie alla ripubblicazione nei primi mesi dell’anno su Mondatori Segretissimo. Alla difficile prova del secondo romanzo Custerlina si è riconfermato “scrittore vero”.</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p>(<strong>Giuseppe Vergara</strong> vive e lavora a Trieste, ha scritto <strong>Rockshort</strong>, la sua prima raccolta di racconti. Qui il <a href="http://rockshort.wordpress.com/" target="_blank">sito del suo libro</a>.)</p>
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		<title>Prima recensione (positiva) di Mano Nera</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 07:03:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Al Custerlina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si potrebbe fare un gioco con Alberto Custerlina. Provare a togliere il suo nome dalla copertina del libro. E, poi, darlo da leggere a un gruppetto di fan incalliti dei romanzi noir. Scommettiamo? Perfino loro finirebbero per dire che quella storia l’ha scritta qualche giovane talento americano. O, al massimo, un inglese, un francese davvero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://custerlina.com/writing/wp-content/uploads/2010/06/Mano-nera.png"><img alt="Mano Nera di Alberto Custerlina" class="alignleft size-full wp-image-418" height="200" src="http://custerlina.com/writing/wp-content/uploads/2010/06/Mano-nera.png" title="Mano-nera" width="140" /></a><em>Si potrebbe fare un gioco con Alberto Custerlina. Provare a togliere il suo nome dalla copertina del libro. E, poi, darlo da leggere a un gruppetto di fan incalliti dei romanzi noir.</em></p>
<p><em>Scommettiamo? Perfino loro finirebbero per dire che quella storia l’ha scritta qualche giovane talento americano. O, al massimo, un inglese, un francese davvero di buon livello. </em></p>
<p><em>E proprio qui sta il bello: Alberto Custerlina è «nato a Trieste, sull’orlo dei Balcani», come ama dire lui stesso. <span class="Apple-style-span" style="font-style: normal; "><em>Però, credete, quando si mette a scrivere storie noir non è secondo a nessuno. Lo ha dimostrato con il romanzo d’esordio, quel ”Balkan Bang!” che, dopo essere uscito da Perdisa Pop con la benedizione di Luigi Bernardi, è approdato nella collana ”Segretissimo” diretta da Alan D. Altieri. </em></span></em></p>
<p><em>E lo conferma adesso con il secondo, nuovissimo lavoro intitolato ”Mano Nera” (pagg. 173, euro 13,00), che la casa editrice Baldini Castoldi Dalai manderà nelle librerie da martedì.</em></p>
<p> </p>
<p>Avete appena letto l’incipit dell’articolo scritto da <strong>Alessandro Mezzena Lona</strong> e pubblicato sulle colonne de Il Piccolo di Trieste. Per leggerlo nella sua interezza, <a href="http://custerlina.com/writing/wp-content/uploads/2010/07/2010-07-01-il-Piccolo.jpg" target="_blank">cliccate qui</a>.</p>
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		<title>Mano Nera, Vidocq e i lettori</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jun 2010 09:31:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Al Custerlina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Credo fosse febbraio. Oppure i primi di marzo. Il mio editor mi chiama al telefono: abbiamo deciso, dice, Mano Nera inaugurerà una nuova collana di Baldini Castoldi Dalai. Vidocq. Quando sento il nome trasalisco. Sai chi è Vidocq?, mi chiede. Eh, se lo so. Proprio la sera prima avevo rivisto il film con Depardieu, una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify; "><a href="http://custerlina.com/writing/wp-content/uploads/2010/06/Mano-nera.png"><img alt="" class="alignleft size-full wp-image-418" height="220" src="http://custerlina.com/writing/wp-content/uploads/2010/06/Mano-nera.png" title="Mano-nera" width="154" /></a>Credo fosse febbraio. Oppure i primi di marzo.</p>
<p style="text-align: justify; ">Il mio editor mi chiama al telefono: abbiamo deciso, dice, Mano Nera inaugurerà una nuova collana di <a href="http://bcdeditore.it/" target="_blank">Baldini Castoldi Dalai</a>. <strong>Vidocq</strong>.</p>
<p style="text-align: justify; ">Quando sento il nome trasalisco.</p>
<p style="text-align: justify; ">Sai chi è Vidocq?, mi chiede.</p>
<p style="text-align: justify; ">Eh, se lo so. Proprio la sera prima avevo rivisto il film con Depardieu, una coincidenza strana.</p>
<p style="text-align: justify; "> </p>
<p><span id="more-413"></span></p>
<p style="text-align: justify; ">Vidocq, però, è anche un mito della mia “infanzia”. Non ho mai scordato le due serie televisive francesi con Bernard Noël prima e Claude Brasseur dopo. Non so perché, ma all’epoca mi si erano impresse nella memoria (darei oro per rivedere quegli episodi).</p>
<p style="text-align: justify; ">Oggi, inaugurare una nuova collana di BCDe per me è un grande onore, magnificato ancor di più per avere il nome di Vidocq stampato sul mio libro. Sbrodolamenti a parte, <strong>dal 6 luglio la parola passerà ai lettori</strong>, la prova più dura. Scrivere, trovare una casa editrice, pubblicare, è nulla al confronto di tale prova. Piacere ai lettori è arduo e lo è ancora di più alla seconda prova, dove si cercano conferme e allo stesso tempo novità. Io ho cercato di mantenere l’equilibrio tra il nuovo e il vecchio.</p>
<p style="text-align: justify; ">Mano Nera è un noir [un turbo noir <img src='http://custerlina.com/writing/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' />  ] agile ed essenziale, una pallottola ad alta velocità che mi piacerebbe piazzare nei cervelli dei lettori. Scritto alla mia maniera, certo, eppure più raffinato nelle intenzioni rispetto a Balkan bang!. Ci sarò riuscito? Me lo direte voi. Intanto vi lascio alla scheda del libro, tanto per potervi fare un’idea.</p>
<p style="text-align: justify; "> </p>
<p style="text-align: justify; ">Una Sarajevo livida, in attesa di una primavera che tarda a rivelarsi, assiste al rapimento di Sanja e Nadira Karahasan, rispettivamente figlia e nipote di un ministro bosgnacco. Contemporaneamente, viene trafugato il tesoro più prezioso della Bosnia-Erzegovina, l’Haggadah di Sarajevo, un antico manoscritto sefardita custodito al Museo Nazionale e considerato il simbolo di una multiculturalità che stenta ad affermarsi in una terra ancora ferita dalla guerra civile.</p>
<p style="text-align: justify; ">Con queste azioni clamorose, che spingono la popolazione a scendere in piazza, la rediviva Mano Nera tenta di ridare fuoco alle polveri balcaniche. Sarà Ljudmila Horvat, killer croata e cattolica integralista a cercare di evitare il peggio in una lotta contro il tempo che vede coinvolte organizzazioni criminali, paesi stranieri e avventurieri senza scrupoli. Al suo fianco, due ambigui personaggi, Kostas il greco e Darko Kavajan, tramano nell’ombra per assicurare alla giustizia un criminale di guerra e portare nelle proprie tasche una ricca ricompensa.</p>
<p style="text-align: justify; ">Ma non tutto è come sembra. Oscuri ricordi riemergono dal passato e un enigmatico scacchista russo di madre serba, Kirill Todorovski, muove pedine su una scacchiera dove non tutti i pezzi sono visibili. All’interno di un complesso intreccio ricco di azione e nella totale assenza di una netta distinzione tra il Bene e il Male, Alberto Custerlina ci porta nell’universo criminale bosniaco, in una terra ancora lacerata dalle divisioni etniche e religiose, ma soprattutto preda di famelici lupi senza scrupoli che si contendono il controllo della politica e dei traffici illegali.</p>
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		<title>Perché scrivo noir balcanici (turbo noir)</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Jun 2010 08:47:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Al Custerlina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Scrivere un noir ambientato nei Balcani potrebbe sembrare una cosa insolita per un italiano. E infatti, dopo la pubblicazione di Balkan Bang! molte persone mi hanno posto la seguente domanda: sei italiano, perché non hai scritto un romanzo ambientato in Italia? La mia risposta è sempre stata la stessa: nonostante io parli e scriva in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://custerlina.com/writing/wp-content/uploads/2010/06/350px-Balkan_topo_en.jpg"><img alt="350px-Balkan_topo_en" class="alignleft size-full wp-image-381" height="256" src="http://custerlina.com/writing/wp-content/uploads/2010/06/350px-Balkan_topo_en.jpg" title="350px-Balkan_topo_en" width="280" /></a>Scrivere un noir ambientato nei Balcani potrebbe sembrare una cosa insolita per un italiano.</p>
<p style="text-align: justify;">E infatti, dopo la pubblicazione di <a href="http://balkanbang.info" target="_blank">Balkan Bang!</a> molte persone mi hanno posto la seguente domanda: <em>sei italiano, perché non hai scritto un romanzo ambientato in Italia?</em></p>
<p style="text-align: justify;">La mia risposta è sempre stata la stessa: nonostante io parli e scriva in italiano, un triestino come me non sempre si sente pienamente a casa sua quando pensa all’Italia.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-380"></span></p>
<p style="text-align: justify;">E ora bisogna subito sgombrare il campo dai fraintendimenti: non si tratta di nazionalismo, di bandiere sventolate oppure di orientamento politico.</p>
<p style="text-align: justify;">Trieste è una città che si affaccia sui Balcani. E’ una città che durante il ‘900 ha perduto due guerre e ha avuto 6 governi diversi. Che per 500 anni è stata austriaca (dalla fine del ‘300 all’inizio del ‘900). E’ una città che dopo la seconda guerra mondiale ha perduto buona parte del suo entroterra culturale e tutto il suo entroterra geografico. Per non parlare del periodo post-bellico, durante il quale lo spopolamento e i problemi con il porto (per farla breve) hanno messo in ginocchio la città. Con questo non voglio dire che sarebbe stato preferibile rimanere sotto il Governo Militare Alleato oppure accorpata alla Jugoslavia. Oppure con l’Austria-Ungheria se avesse vinto la Prima Guerra. Sono discorsi ucronici senza senso. Però è un dato di fatto che per come si è svolta la Storia, il ‘900 a Trieste è stato un disastro e buona parte della responsabilità va attribuita all’Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">Per molti triestini, quindi, l’area mittel-europea e quella balcanica sono le terre dove affondano le loro radici. Mi è venuto spontaneo, quindi, rivolgermi ai Balcani per scrivere le mie storie. <strong>Balkan bang!</strong> era ambientato a Sarajevo, il nuovissimo <strong>Mano Nera</strong> pure (<strong>uscita 6 luglio 2010</strong>). Il romanzo successivo partirà da Trieste e da Zagabria per finire a Istanbul. Mondi che molti triestini sono abituati a frequentare per lavoro, per commercio, per le vacanze e perfino per fare la spesa. Mondi che, in senso contrario, hanno frequentato e tuttora frequentano Trieste. Mondi che sento miei per affinità culturale, per tradizione storica, per storia di famiglia.</p>
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		<title>Turbo Folk — Turbo Noir</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Jun 2010 07:39:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Al Custerlina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Volk è popolo, turbo è il sistema di iniezione di combustibile del cilindro del motore . Turbo folk è combustione del popolo. Qualsiasi stimolo di questo processo è turbo folk. Infiammare le più basse passioni dell’homo sapiens. Turbo folk non è musica, turbo folk è l’incanto delle masse, cacofonia di tutti i gusti e tutti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://custerlina.com/writing/wp-content/uploads/2010/06/ceca_raznatovic.jpg"><img alt="ceca_raznatovic" class="alignleft size-full wp-image-373" height="320" src="http://custerlina.com/writing/wp-content/uploads/2010/06/ceca_raznatovic.jpg" title="ceca_raznatovic" width="240" /></a><em>Volk è popolo, turbo è il sistema di iniezione di combustibile del cilindro del motore . Turbo folk è combustione del popolo. Qualsiasi stimolo di questo processo è turbo folk. Infiammare le più basse passioni dell’homo sapiens. Turbo folk non è musica, turbo folk è l’incanto delle masse, cacofonia di tutti i gusti e tutti gli odori. Io gli ho dato il nome.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>L’alcool è turbo folk, la coca-cola è turbo folk, la carne allo spiedo è turbo folk, il nazionalismo è turbo folk, i rave party sono turbo folk, l’etno jazz è turbo folk. Adolf Hitler è turbo folk, il traffico degli organi è turbo folk, i mafiosi sono turbo folk, il silicone è turbo folk, la cocaina è turbo folk, i fuoristrada sono turbo folk.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>La tessera elettorale che lascia possibilità a qualsiasi idiota di compilarla correttamente è turbo folk, i tatuaggi, piercing e body art sono turbo folk, i rottami delle macchine sono turbofolk, McDonald è turbo folk, le scommesse sono turbo folk, il marketing politico è turbo folk, le soap opere sono turbo folk…</em></p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-371"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>turbo folk</strong> è un genere musicale nato negli anni ottanta in Yugoslavia. Miscela generi diversi che vanno dalla dance, al rock, alla musica tradizionale balcanica. Ha contenutici erotico-pornografici, politici, mafiosi, violenti, romantici e nazionalisti. E’ l’hip-hop dei balcanici. Molto seguito in Serbia e in Montenegro, trova estimatori anche in Croazia, in Bosnia-Erzegovina, perfino in Grecia. In Macedonia viene usato per spaventare gli orsi.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=kFFpIBcByvE">www.youtube.com/watch?v=kFFpIBcByvE</a></p>
</p>
<p style="text-align: justify;">Il testo in corsivo incollato poco sopra è la traduzione di una canzone di Rambo Amadeus, che ha coniato il termine turbo-folk e ne è uno dei massimi esponenti. Quel testo dice tutto.</p>
<p style="text-align: justify;">La politicizzazione del turbo folk scatta durante la guerra ‘91-’96,  in linea di massima quando la cantante Ceca sposa il comandante Arkan, un feroce leader di un gruppo nazionalista serbo (e molto altro).</p>
<p style="text-align: justify;">
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=LKF7aCOFGuY">www.youtube.com/watch?v=LKF7aCOFGuY</a></p>
</p>
<p style="text-align: justify;">Se capite il turbo-folk, capite i Balcani.</p>
<p style="text-align: justify;">Io non so se ho ancora capito pienamente i Balcani, però voglio legare i miei romanzi ambientati in questa terra tormentata a qualcosa che ne sia la summa all’interno della cultura popolare. Il turbo folk è la scelta ideale, per cui, pur essendo equidistante da ogni forma balcanica di nazionalismo, mi piace pensare che i miei romanzi possano essere chiamati<strong> turbo noir</strong>. Se vi va, fatelo anche voi.</p>
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		<title>Lama e Trama 2010 — L’antologia</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Apr 2010 13:12:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Al Custerlina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Diciassette racconti e due monologhi teatrali: il meglio della settima edizione del premio oggi più prestigioso riservato alle narrazioni brevi di genere giallo e noir. Diciannove storie rigorosamente ispirate a lame di ogni tipo e fattura: narrazioni sempre di innegabile qualità e di forte impatto, raccolte in un libro che affianca significativamente le voci di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;"><a href="http://custerlina.com/writing/wp-content/uploads/2010/04/LeT.jpg"><img alt="LeT" class="alignleft size-full wp-image-345" height="228" src="http://custerlina.com/writing/wp-content/uploads/2010/04/LeT.jpg" title="LeT" width="160" /></a>Diciassette racconti e due monologhi teatrali: il meglio della settima edizione del premio oggi più prestigioso riservato alle narrazioni brevi di genere giallo e noir. Diciannove storie rigorosamente ispirate a lame di ogni tipo e fattura: narrazioni sempre di innegabile qualità e di forte impatto, raccolte in un libro che affianca significativamente le voci di scrittori di successo a quelle di nuovi autori già destinati a emergere, selezionati tra centinaia di partecipanti.</div>
<p>Oltre ai testi vincitori e a quelli indicati dalla giuria come meritevoli di pubblicazione, l’antologia raccoglie i racconti espressamente scritti per <span style="font-style: italic;">Lama e trama </span>da alcune penne importanti del panorama giallo e noir italiano, narratori che a diverso titolo hanno partecipato alla settima edizione del Premio: Elisabetta Bucciarelli, <strong>Alberto Custerlina</strong>, Diana Lama (giurati per la sezione <span style="font-style: italic;">Racconto</span>) e Valerio Varesi (Premio <span style="font-style: italic;">Lama e trama</span> alla carriera).</p>
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		<title>Sarajevo è il mondo: anteprima ragionata di Mano Nera, il mio nuovo romanzo</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Apr 2010 07:41:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sarajevo è la capitale della Bosnia-Erzegovina. O no? Per rispondere a questa domanda ci dobbiamo chiedere cosa sia la Bosnia-Erzegovina. Attualmente, una delle migliori definizioni che si possano dare è questa: un’ex repubblica della Federazione Jugoslava che dopo la guerra degli anni ’90 ha assunto una sua autonomia, ma è stata suddivisa in 3 parti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://custerlina.com/writing/wp-content/uploads/2010/04/Princip_arrested.jpg"><img alt="Princip_arrested" class="aligncenter size-full wp-image-327" height="222" src="http://custerlina.com/writing/wp-content/uploads/2010/04/Princip_arrested.jpg" title="Princip_arrested" width="540" /></a>Sarajevo è la capitale della Bosnia-Erzegovina. O no? Per rispondere a questa domanda ci dobbiamo chiedere cosa sia la Bosnia-Erzegovina. Attualmente, una delle migliori definizioni che si possano dare è questa: un’ex repubblica della Federazione Jugoslava che dopo la guerra degli anni ’90 ha assunto una sua autonomia, ma è stata suddivisa in 3 parti allo scopo di minimizzare gli attriti tra le varie etnie.<span id="more-322"></span>E sì, perché in Bosnia-Erzegovina abitano i serbi, i croati e i bosgnacchi (musulmani bosniaci). E non solo ci abitano, ma sono anche abbastanza ben miscelati dal punto della distribuzione sul territorio. Si poneva quindi il problema di creare un’entità statale dove fosse possibile la convivenza tra i 3 gruppi, che fino a qualche anno prima si erano scontrati (violentemente) l’uno contro l’altro, in tutte le possibili combinazioni. E allora la Bosnia-Erzegovina è diventata a sua volta una federazione che comprende al suo interno la Federazione di Bosnia ed Erzegovina (a maggioranza croato-musulmana), la Repubblica Srpska (a maggioranza serba) e il Distretto di Brčko. Vi sembra di aver notato un refuso? Una ripetizione che suona male? Invece no, si tratta proprio di una “federazione” che a sua volta contiene un’altra federazione e due stati, di cui uno (Brčko, microscopico, con un’estensione pari a quella del comune di Parma ) appartiene contemporaneamente agli altri due e, però, è sotto il controllo della comunità internazionale (e guarda caso confina con la Repubblica di Serbia). Un bel casino, no? Allora la domanda è: si deve per forza sempre dividere e militarizzare, creare sovrastrutture nazionali e organismi di controllo, invece che investire i soldi in educazione, crescita economica e crescita culturale? Ovviamente la risposta la conosciamo bene: in teoria no, ma in pratica sì, perché la realtà politica ed economica mondiale continua a ragionare e ad agire su una linea predatoria. Per questo motivo io credo che Sarajevo rappresenti una perfetta metafora del mondo intero e questo ho voluto raccontare (sempre metaforicamente) nel mio primo romanzo, Balkan bang! (ed. PerdisaPop). Il secondo romanzo, invece, da un lato sonderà il rapporto tra religione e uomo, e dall’altro indagherà nell’animo degli uomini predatori, di coloro che utilizzano fede e ideologia per portare le masse verso pericolosi precipizi morali ed etici al solo scopo di soddisfare i loro bisogni terreni e di alimentare i loro ego smisuratamente vasti e affamati. Il titolo del romanzo sarà<strong> Mano Nera</strong> (ed. Baldini Castoldi Dalai) e si rifà alla vecchia organizzazione serba dei primi dei novecento, la stessa organizzazione che per vie traverse aveva armato la mano di Gavrilo Princip, l’uomo che aveva ucciso il principe ereditario asburgico proprio a Sarajevo, aprendo di fatto una crisi diplomatica che di lì a poco avrebbe portato all’inizio della prima guerra mondiale. La storia si dipana tra rapimenti e furti, fughe e rincorse, tradimenti e oscuri segreti, in una Sarajevo livida, in attesa di una primavera che tarda a rivelarsi, e che assiste al rapimento di Sanja e Nadira Karahasan, rispettivamente figlia e nipote di un ministro bosgnacco. Contemporaneamente, qualcuno mette a segno il furto del tesoro più prezioso della Bosnia-Erzegovina, l’Haggadah di Sarajevo, un antico manoscritto sefardita custodito al Museo Nazionale e considerato il simbolo di una multiculturalità che stenta ad affermarsi in una terra ancora ferita dalla guerra civile. Con queste azioni clamorose, che spingono la popolazione a scendere in piazza, la rediviva Mano Nera tenta di ridare fuoco alle polveri balcaniche. Sarà Ljudmila Horvat, croata e cattolica integralista a cercare di evitare il peggio in una lotta contro il tempo che vede coinvolte organizzazioni criminali, paesi stranieri e avventurieri senza scrupoli. Al suo fianco, due ambigui personaggi, Kostas il greco e Darko Kavajan, che tramano nell’ombra per assicurare alla giustizia un criminale di guerra e portare nelle proprie tasche una ricca ricompensa. Ma non tutto è come sembra. Oscuri ricordi riemergono dal passato e un enigmatico scacchista russo di madre serba, Kirill Todorovski, muove pedine su una scacchiera dove non tutti i pezzi sono visibili. All’interno di un complesso intreccio ricco di azione e nella totale assenza di una netta distinzione tra il Bene e il Male, <strong>Mano Nera</strong> vi porterà all’interno dell’universo criminale bosniaco, in una terra ancora lacerata dalle divisioni etniche e religiose, ma soprattutto preda di famelici lupi senza scrupoli che si contendono il controllo della politica e dei traffici illegali. <strong> La data di uscita è il 13 luglio 2010.</strong></script></p>
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		<title>Custerlina a Cormons Libri</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Dec 2009 20:36:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Al Custerlina</dc:creator>
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		<category><![CDATA[balkan bang!]]></category>
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		<description><![CDATA[Mercoledì 9 dicembre ore 18.30 a Cormons non mancate all’appuntamento “Trieste in giallo” con Veit Heinichen, Marco Giovanetti e Alberto Custerlina. Presenta Roberto Covaz. Per maggiori informazioni]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float:left;margin-right:10px;"><img alt="" class="alignnone" height="108" src="http://www.comune.cormons.go.it/typo3temp/pics/c0f8863851.jpg" title="Cormins Libri" width="75" /></div>
<div>Mercoledì 9 dicembre ore 18.30 a Cormons non mancate all’appuntamento “Trieste in giallo” con <a href="http://www.veit-heinichen.de/startseite.html" target="_blank">Veit Heinichen</a>, Marco Giovanetti e <span style="color: #ff9900;">Alberto Custerlina</span>. Presenta Roberto Covaz. <a href="http://www.comune.cormons.go.it/uploads/media/cormonslibri.pdf" target="_blank">Per maggiori informazioni</a></div>
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