Ci sono due tipi di libri. Quelli che languiscono stancamente sul comodino della stanza da letto e quelli che invece girano per la casa, migrano senza sosta, divano, scrivania, cucina, gabinetto, pronti ad essere letti ogniqualvolta se ne abbia il tempo e la possibilità. “Mano Nera” fa parte sicuramente di questa seconda categoria e lo dice uno che il noir, i gialli, i thriller non lo coinvolgono più di tanto. Sono state infatti poche le mie incursioni letterarie in questo genere, goduto, forse, più nel cinema che nella narrativa. Read more…
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Si potrebbe fare un gioco con Alberto Custerlina. Provare a togliere il suo nome dalla copertina del libro. E, poi, darlo da leggere a un gruppetto di fan incalliti dei romanzi noir.
Scommettiamo? Perfino loro finirebbero per dire che quella storia l’ha scritta qualche giovane talento americano. O, al massimo, un inglese, un francese davvero di buon livello.
E proprio qui sta il bello: Alberto Custerlina è «nato a Trieste, sull’orlo dei Balcani», come ama dire lui stesso. Però, credete, quando si mette a scrivere storie noir non è secondo a nessuno. Lo ha dimostrato con il romanzo d’esordio, quel ”Balkan Bang!” che, dopo essere uscito da Perdisa Pop con la benedizione di Luigi Bernardi, è approdato nella collana ”Segretissimo” diretta da Alan D. Altieri.
E lo conferma adesso con il secondo, nuovissimo lavoro intitolato ”Mano Nera” (pagg. 173, euro 13,00), che la casa editrice Baldini Castoldi Dalai manderà nelle librerie da martedì.
Avete appena letto l’incipit dell’articolo scritto da Alessandro Mezzena Lona e pubblicato sulle colonne de Il Piccolo di Trieste. Per leggerlo nella sua interezza, cliccate qui.
Credo fosse febbraio. Oppure i primi di marzo.
Il mio editor mi chiama al telefono: abbiamo deciso, dice, Mano Nera inaugurerà una nuova collana di Baldini Castoldi Dalai. Vidocq.
Quando sento il nome trasalisco.
Sai chi è Vidocq?, mi chiede.
Eh, se lo so. Proprio la sera prima avevo rivisto il film con Depardieu, una coincidenza strana.
Scrivere un noir ambientato nei Balcani potrebbe sembrare una cosa insolita per un italiano.
E infatti, dopo la pubblicazione di Balkan Bang! molte persone mi hanno posto la seguente domanda: sei italiano, perché non hai scritto un romanzo ambientato in Italia?
La mia risposta è sempre stata la stessa: nonostante io parli e scriva in italiano, un triestino come me non sempre si sente pienamente a casa sua quando pensa all’Italia.
Volk è popolo, turbo è il sistema di iniezione di combustibile del cilindro del motore . Turbo folk è combustione del popolo. Qualsiasi stimolo di questo processo è turbo folk. Infiammare le più basse passioni dell’homo sapiens. Turbo folk non è musica, turbo folk è l’incanto delle masse, cacofonia di tutti i gusti e tutti gli odori. Io gli ho dato il nome.
L’alcool è turbo folk, la coca-cola è turbo folk, la carne allo spiedo è turbo folk, il nazionalismo è turbo folk, i rave party sono turbo folk, l’etno jazz è turbo folk. Adolf Hitler è turbo folk, il traffico degli organi è turbo folk, i mafiosi sono turbo folk, il silicone è turbo folk, la cocaina è turbo folk, i fuoristrada sono turbo folk.
La tessera elettorale che lascia possibilità a qualsiasi idiota di compilarla correttamente è turbo folk, i tatuaggi, piercing e body art sono turbo folk, i rottami delle macchine sono turbofolk, McDonald è turbo folk, le scommesse sono turbo folk, il marketing politico è turbo folk, le soap opere sono turbo folk…
Diciassette racconti e due monologhi teatrali: il meglio della settima edizione del premio oggi più prestigioso riservato alle narrazioni brevi di genere giallo e noir. Diciannove storie rigorosamente ispirate a lame di ogni tipo e fattura: narrazioni sempre di innegabile qualità e di forte impatto, raccolte in un libro che affianca significativamente le voci di scrittori di successo a quelle di nuovi autori già destinati a emergere, selezionati tra centinaia di partecipanti.Oltre ai testi vincitori e a quelli indicati dalla giuria come meritevoli di pubblicazione, l’antologia raccoglie i racconti espressamente scritti per Lama e trama da alcune penne importanti del panorama giallo e noir italiano, narratori che a diverso titolo hanno partecipato alla settima edizione del Premio: Elisabetta Bucciarelli, Alberto Custerlina, Diana Lama (giurati per la sezione Racconto) e Valerio Varesi (Premio Lama e trama alla carriera).