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Prima recensione (positiva) di Mano Nera

Mano Nera di Alberto CusterlinaSi potrebbe fare un gioco con Alberto Custer­lina. Pro­vare a togliere il suo nome dalla coper­tina del libro. E, poi, darlo da leg­gere a un grup­petto di fan incal­liti dei romanzi noir.

Scom­met­tiamo? Per­fino loro fini­reb­bero per dire che quella sto­ria l’ha scritta qual­che gio­vane talento ame­ri­cano. O, al mas­simo, un inglese, un fran­cese dav­vero di buon livello. 

E pro­prio qui sta il bello: Alberto Custer­lina è «nato a Trie­ste, sull’orlo dei Bal­cani», come ama dire lui stesso. Però, cre­dete, quando si mette a scri­vere sto­rie noir non è secondo a nes­suno. Lo ha dimo­strato con il romanzo d’esordio, quel ”Bal­kan Bang!” che, dopo essere uscito da Per­disa Pop con la bene­di­zione di Luigi Ber­nardi, è appro­dato nella col­lana ”Segre­tis­simo” diretta da Alan D. Altieri. 

E lo con­ferma adesso con il secondo, nuo­vis­simo lavoro inti­to­lato ”Mano Nera” (pagg. 173, euro 13,00), che la casa edi­trice Bal­dini Castoldi Dalai man­derà nelle libre­rie da martedì.

 

Avete appena letto l’incipit dell’articolo scritto da Ales­san­dro Mez­zena Lona e pub­bli­cato sulle colonne de Il Pic­colo di Trie­ste. Per leg­gerlo nella sua inte­rezza, clic­cate qui.

Perché scrivo noir balcanici (turbo noir)

350px-Balkan_topo_enScri­vere un noir ambien­tato nei Bal­cani potrebbe sem­brare una cosa inso­lita per un italiano.

E infatti, dopo la pub­bli­ca­zione di Bal­kan Bang! molte per­sone mi hanno posto la seguente domanda: sei ita­liano, per­ché non hai scritto un romanzo ambien­tato in Italia?

La mia rispo­sta è sem­pre stata la stessa: nono­stante io parli e scriva in ita­liano, un trie­stino come me non sem­pre si sente pie­na­mente a casa sua quando pensa all’Italia.

 

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Turbo Folk — Turbo Noir

ceca_raznatovicVolk è popolo, turbo è il sistema di inie­zione di com­bu­sti­bile del cilin­dro del motore . Turbo folk è com­bu­stione del popolo. Qual­siasi sti­molo di que­sto pro­cesso è turbo folk. Infiam­mare le più basse pas­sioni dell’homo sapiens. Turbo folk non è musica, turbo folk è l’incanto delle masse, caco­fo­nia di tutti i gusti e tutti gli odori. Io gli ho dato il nome.

L’alcool è turbo folk, la coca-cola è turbo folk, la carne allo spiedo è turbo folk, il nazio­na­li­smo è turbo folk, i rave party sono turbo folk, l’etno jazz è turbo folk. Adolf Hitler è turbo folk, il traf­fico degli organi è turbo folk, i mafiosi sono turbo folk, il sili­cone è turbo folk, la cocaina è turbo folk, i fuo­ri­strada sono turbo folk.

La tes­sera elet­to­rale che lascia pos­si­bi­lità a qual­siasi idiota di com­pi­larla cor­ret­ta­mente è turbo folk, i tatuaggi, pier­cing e body art sono turbo folk, i rot­tami delle mac­chine sono tur­bo­folk, McDo­nald è turbo folk, le scom­messe sono turbo folk, il mar­ke­ting poli­tico è turbo folk, le soap opere sono turbo folk…

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