Archive for Pensieri

Pensare al futuro è fantascienza, specie a Trieste

// December 15th, 2009 // No Comments » // Pensieri

Daniele Terzoli, coordinatore del progetto Science+Fiction / Festival Internazionale della Fantascienza di Trieste, parla del festival e del suo futuro.

Su Bora.La

Catena alimentare. Una storia vera.

// November 15th, 2009 // No Comments » // Pensieri, Storie

Cisalpino, tratta Milano-Trieste. Stazione di Milano.

Prima classe. Un tizio sui 25, pelle olivastra, capelli scuri e ispidi, si siede. Tiene il giubbotto addosso, si guarda intorno.

Arrivano due uomini sui 35. Uno vestito sportivo, l’altro in giacca e cravatta. Lo sportivo guarda il tizio seduto e dice: «Tu ce l’hai la prenotazione?». Secco, arrogante, forte accento veneto.

«Veramente no». Dice l’altro.

«Allora qui non puoi stare».

Il tizio si alza e se ne va. Lo sportivo si siede al posto suo e l’elegante di fronte. Commentano scuotendo la testa, ma non riesco a sentire.

Stazione di Brescia.

Sale un uomo ultra-elegante, sui cinquanta. Biglietto in mano, scruta i numeri dei sedili. Si ferma,  guarda lo sportivo dall’alto verso il basso e chiede: «Ha la prenotazione per questo posto?».

«Ehm, no, ce l’ho per la carrozza di là. Io e il mio amico volevamo stare insieme».

«Questo è il mio posto». Dice l’elegantone maturo esibendo la prenotazione.

Lo sportivo e il suo amico si alzano e vanno in cerca di un’altra sistemazione.

Il cinquantenne sistema la sua valigetta e il giornale sul ripiano, poi si toglie il cappotto e siede al suo posto. Mi guarda e scuote la testa.

Genere o non genere, che problema!

// November 8th, 2009 // 5 Comments » // Letteratura, Pensieri

18739-big-4-scaffale2Quante volte nella vostra vita (soprattutto di recente, con le ormai vastissime raccolte di MP3 che molti di noi possiedono) vi siete messi a far ordine nel vostro archivio musicale? Tante, immagino. E ogni volta vi sarete chiesti: in che ordine mettiamo questi dischi? Per autore? Per genere? Per anno?
Da par mio, l’ordine migliore è quello di genere e vi dico anche perché.
Quando ti avvicini alla scaffalatura che ospita i tuoi vinili e i tuoi CD ben ordinati per genere (oppure quando apri la cartella degli MP3), è il mood della giornata che guida la tua mano verso un genere o un altro. Oggi, per esempio, è un’uggiosa domenica di novembre e siamo verso l’ora di pranzo, io mi sento rilassato e quindi mi sto facendo cullare dalle atmosfere eteree e ripetitive di Aelita, un ottimo lavoro dei Tie+Tickled Trio. Fosse stata una giornata più energica, forse avrei ascoltato una sinfonia di Mahler oppure un vecchio disco rock. Fosse stata una serata d’estate, forse avrei ascoltato un Miles Davis del periodo hard bop. E così via.
Ora mi chiedo: se con la musica funziona bene il binomio tra il mood personale del momento e il genere (o l’autore) che scelgo di ascoltare, perché non dovrebbe funzionare allo stesso modo con la letteratura?
Me lo chiedo, perché alcuni giorni fa si è riaffacciato in rete il solito battibecco sui generi. Riassumo brevemente: l’ottimo Raul Montanari dà il LA con un articolo su Satisfiction e ipotizza una nuova etichetta, il post-noir. Lo fa pubblicando una sua conversazione (e-epistolare) con Gianni Biondillo e Grazia Verasani. Da quel punto in poi, com’era prevedibile, si è scatenato l’inferno. Almeno tre i siti di discussione: Satisfiction stesso, Nazione Indiana (a partire da un intervento di Giampaolo Simi in risposta a Montanari) e Facebook. Sui primi due siti lo scontro (verbale) è stato violento, sul terzo meno, perché si trattava di una discussione “privata” all’interno di una nota pubblicata da Stefano Di Marino.
Io non ho letto tutti gli interventi (erano centinaia), ma mi sembra che su Nazione Indiana sia andata in scena la diatriba più accesa e, come spesso accade in Italia, la qualità della discussione è scesa molto di livello con il passare del tempo. Dalle solite discussioni su genere sì – genere no, molti sono scivolati sul piano personale, cercando di regolare vecchi conti in pubblico (o almeno questo è ciò che appariva all’esterno). Gian Paolo Serino ha perfino compilato un abrasivo elenco post-moderno dove troncava perentoriamente la grande maggioranza degli scrittori di genere italiani contemporanei, scendendo, in alcuni casi, sul piano del cattivo gusto e rasentando l’offesa personale.
Allora io dico: come mai non ci siamo ancora stufati di queste lotte? Non riusciamo a capire che la scelta di genere che il lettore fa quando è in libreria, oppure davanti allo scaffale di casa sua, è dettata dall’emozione che lui prova in quel momento? Non credete che i generi e le etichette lo aiutino a scegliere ciò che egli pensa sia meglio leggere in quel periodo/momento della sua vita?
Oppure credete che leggere Joyce o Proust emotivamente sia la stessa cosa, tanto sono entrambi letteratura di alto livello? Oppure, entrando nel vasto oceano dei generi, pensate che il Maigret di Simenon sia equivalente a un Holmes di Doyle? Oppure che Dracula di Stoker vi dia le stesse emozioni di un romanzo di Dumas?
No, perdio, non credo sia così. Io mi avvicino a un libro piuttosto che un altro a seconda del mio stato mentale ed emotivo.
Sono felice e spensierato? Leggo Lansdale o Leonard.
Sono in vena di letture impegnative e di alto livello? Un bel saggio di Hofstadter farà per me.
Incazzato? Manchette.
E’ Natale? Mi sparo. Ehm, no, volevo dire mi sparo un Tolkien oppure un gustoso volumetto di storielle ebraiche (consigliato).
Pasqua? Boh, vado a farmi una gita sui monti.
Sono in ferie? Divoro un thriller di Connelly.
Non lo so. Io funziono così e molte persone che conosco funzionano allo stesso modo.
Certo, poi possiamo discutere se il post-noir sia un’etichetta che ha senso di esistere e se sotto tale definizione ci sia veramente un gruppo di scrittori e di opere che ne rappresentano lo spirito. E possiamo anche discutere quale sia questo spirito.
Però, a mio parere, non possiamo negare che l’appartenenza a un genere o a un altro non sia un tassello fondamentale della letteratura, come lo è per la musica (e il cinema, eccetera eccetera).
Viva i generi!