My Writings. My Thoughts.

Catena alimentare. Una storia vera.

// November 15th, 2009 // Pensieri, Storie

Cisal­pino, tratta Milano-Trieste. Sta­zione di Milano. Prima classe. Un tizio sui 25, pelle oli­va­stra, capelli scuri e ispidi, si siede. Tiene il giub­botto addosso, si guarda intorno. Arri­vano due uomini sui 35. Uno vestito spor­tivo, l’altro in giacca e cra­vatta. Lo spor­tivo guarda il tizio seduto e dice: «Tu ce l’hai la pre­no­ta­zione?». Secco, arro­gante, forte accento veneto. «Vera­mente no». Dice l’altro. «Allora qui non puoi stare». Il tizio si alza e se ne va. Lo spor­tivo si siede al posto suo e l’elegante di fronte. Com­men­tano scuo­tendo la testa, ma non rie­sco a sen­tire. Sta­zione di Bre­scia. Sale un uomo ultra-elegante, sui cin­quanta. Biglietto in mano, scruta i numeri dei sedili. Si ferma,  guarda lo spor­tivo dall’alto verso il basso e chiede: «Ha la pre­no­ta­zione per que­sto posto?». «Ehm, no, ce l’ho per la car­rozza di là. Io e il mio amico vole­vamo stare insieme». «Que­sto è il mio posto». Dice l’elegantone maturo esi­bendo la pre­no­ta­zione. Lo spor­tivo e il suo amico si alzano e vanno in cerca di un’altra siste­ma­zione. Il cin­quan­tenne sistema la sua vali­getta e il gior­nale sul ripiano, poi si toglie il cap­potto e siede al suo posto. Mi guarda e scuote la testa.

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